La democrazia ha bisogno di impegno, anche da parte degli immigrati: commento di Brigitte Zypries, Ministra per la Giustizia

31.10.2008

commento di

Brigitte Zypries, Ministra per la Giustizia

“La Repubblica federale Tedesca é uno stato fondato sul federalismo e sulla democrazia. L’insieme dei poteri statali è demandato al popolo”. Questo quanto recita l’articolo 20 della legge fondamentale (n.d.t.: costituzione tedesca) e da 60 anni una realtà vissuta, all’inizio soltanto nei territori occidentali, dal 1990 in tutta la Germania. Proprio in virtù di questa democrazia liberale molti stranieri sono venuti nel nostro Paese, e non solo coloro che qui hanno ricevuto asilo politico.

La democrazia ha bisogno di partecipazione. Essa vive dell’impegno delle persone e questo impegno si esprime in svariate forme: la collaborazione nelle chiese e nelle iniziative cittadine, l’adesione ai sindacati e ai partiti, l’impegno nei mass-media. Lo strumento più importante di partecipazione in una società democratica è il diritto di voto. Esso consente l’intervento diretto nel processo di formazione della volontà popolare. Anche se in genere mancano le possibilità, il tempo o forse soltanto il coraggio per l’impegno civico, chi ha il diritto di voto può decidere sulla politica di un’intera legislatura.

Oggi gli immigrati hanno molte possibilità per apportare il proprio contributo. Anche per loro ha validità, ovviamente, la libertà di pensiero, possono fondare associazioni, organizzare manifestazioni o aderire ad un partito politico. Soltanto il diritto al voto gli è negato. La legge fondamentale della Repubblica Federale tedesca riserva questo diritto soltanto al “popolo”. Con questo termine, è opinione unanime, sono intesi soltanto i cittadini tedeschi. Se non altro, dal 1992 i cittadini dell’Unione, cioè i cittadini di un altro Stato membro dell’Unione Europea, possono eleggere i propri rappresentanti e farsi eleggere nelle amministrazioni comunali e al Parlamento Europeo. A questo scopo è stata modificata la Legge fondamentale.

Da anni viene condotta una discussione molto controversa sulla possibilità di concedere il voto comunale anche ad altri stranieri. In alcuni stati, come la Danimarca, la Svezia e la Finlandia, questa opzione è già realtà. In Germania questo dibattito va di pari passo con la presa d’atto che il nostro è ormai un Paese d’immigrazione. Per anni molti politici hanno chiuso gli occhi di fronte a questa realtà. È, invece, palese ormai da tempo che molte persone giungono nel nostro Paese per rimanervi. Il mondo politico ha ignorato per molto tempo la necessità di una politica per l’integrazione finalizzata. Da alcuni anni la situazione è finalmente cambiata. La riforma del diritto di cittadinanza e la legge sull’immigrazione lo dimostrano chiaramente. L’immigrazione richiede l’integrazione e questa dal suo canto richiede molti sforzi da parte di tutti, degli immigrati e della società di accoglienza. Ma l’integrazione in strutture democratiche presuppone anche la possibilità di partecipazione. Solo la naturalizzazione può garantire la partecipazione politica a pieno titolo. Questa deve essere un traguardo per tutti coloro che hanno deciso di stabilirsi definitivamente in Germania e la naturalizzazione deve essere possibile anche nel caso specifico della doppia cittadinanza.

Il partito SPD si sta impegnando, affinché anche coloro che non hanno ancora la cittadinanza tedesca possano ottenere il diritto di voto comunale. Il 68 per cento degli stranieri in Germania proviene da Paesi non comunitari. Si tratta di 4,6 milioni di persone, che vivono in media da 17 anni in questo Paese. Ma, nonostante ciò finora non hanno la possibilità di decidere delle questioni che riguardano la vita quotidiana. Esistono, in realtà, in molti comuni le consulte degli stranieri ed alcuni Länder prevedono espressamente una richiesta del residente, grazie alla quale anche coloro che non hanno il diritto di voto possono partecipare alle questioni della vita cittadina. Ma tutto questo non può sostituire il diritto di voto. Solo chi può eleggere ed essere eletto, può dare una voce a se stesso ed ai propri interessi, può farsi sentire e partecipare ai processi democratici. Per questo il partito SPD nel programma di Amburgo, la sua nuova piattaforma programmatica, si è dichiarato espressamente a favore dell’introduzione del voto comunale agli stranieri.

Ma il voto comunale per gli stranieri si può raggiungere soltanto se prima viene cambiata la legge fondamentale. Per modificare la costituzione è necessaria la maggioranza dei due terzi, sia nel Parlamento, sia nel consiglio federale (n.d.t.: rappresentanza dei Länder federali). Quindi è necessario un ampio consenso politico. Solo se si riuscirà a convincere gli scettici ancora esistenti, il diritto di voto comunale per gli stranieri può diventare realtà. Per questo è necessario che il maggior numero di immigrati utilizzi appieno le possibilità esistenti e si impegni in favore della nostra democrazia. In questo modo, infatti, dimostrano di essere pronti ad assumersi ulteriori responsabilità e rendono visibile quanto il loro impegno arricchisca la cosa pubblica.

Gli articoli in lingua tedesca

Quest'articolo è tratto dalla pubblicazione "Forum Migration November 2008" ripreso