Il prossimo vertice arriverà!

01.07.2008

Commento di Wolfgang Rhode, membro della presidenza dell’IG Metall

„Una pietra miliare della politica dell’immigrazione“, questo il messaggio con il quale è stata accolta un anno fa l’approvazione del piano nazionale per l’integrazione. L’obiettivo di questo piano è la promozione graduale dell’integrazione in questo Paese. Ma, non si tratta di una strada a senso unico, bensì l’integrazione va intesa come un processo di riconoscimento reciproco tra persone con e senza background di migrazione. Il governo federale, i Länder e i comuni, le associazioni del mondo dell’economia e le associazioni sociali, le organizzazioni dei migranti e i sindacati hanno sottoscritto oltre cento assunzioni di responsabilità volontarie. Se questi impegni sono stati realizzati o meno avremo modo di scoprirlo nel bilancio provvisorio del governo federale annunciato per agosto 2008 e in occasione del terzo vertice per l’integrazione previsto per novembre di quest’anno.

Per quanto riguarda l’IG Metall posso affermare fin da oggi che abbiamo compiuto un primo passo. Abbiamo riempito di contenuti la nostra assunzione di responsabilità volontaria per quanto riguardo il campo tematico “assicurare una buona formazione scolastica e professionale, aumentare le opportunità sul mercato del lavoro”. In occasione di diverse manifestazioni con i consigli aziendali e con i fiduciari sindacali abbiamo presentato il piano nazionale per l’integrazione ne abbiamo discusso le possibilità concrete di attuazione nelle aziende. Qui, infatti, i temi non mancano e sono già pronti gli strumenti necessari come la legge sullo statuto aziendale o gli accordi quadro per la qualificazione.

L’integrazione avviene in primo luogo sul mercato del lavoro. I posti di apprendistato rappresentano per noi, a ragione, una priorità assoluta, il rapporto sulla formazione professionale per l’anno 2008 conferma che oltre 100.000 richiedenti non hanno ottenuto un posto di apprendistato ed oltre 380.000 giovani si trovano da anni in liste di attesa. Molti di loro hanno un background di migrazione. Dall’ultimo rapporto sulla povertà e la distribuzione della ricchezza si evince nuovamente che livelli di formazione scolastica bassi e disoccupazione sono cause determinanti di povertà e le persone con retroterra migratorio ne sono particolarmente colpite.

Il numero dei posti di apprendistato comunque non è un garanzia per l’accesso e la conclusione della formazione professionale per i giovani con retroterra migratorio. Di conseguenza i workshop dell’IG Metall hanno come tema anche l’atteggiamento nei confronti dei migranti. Quali sono le pratiche di assunzione presso le aziende? Dove viene praticata consciamente o inconsciamente una politica di assunzione discriminante?

Il successo del piano nazionale per l’integrazione in questo campo dipende da una politica del personale attiva e sistematica. In questo contesto è necessaria, oltre alla creazione di posti di lavoro che possano garantire l’esistenza, anche la politica di qualificazione delle aziende. Qui bisogna agire!. Secondo l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro e la formazione professionale, la quota del perfezionamento professionale nelle aziende si aggira intorno al 12 per cento per i lavoratori tedeschi e quella dei lavoratori con retroterra migratorio con meno dell’otto per cento è sensibilmente minore.

Se, come sindacati vogliamo combattere attivamente la discriminazione e le disuguaglianze strutturali in futuro dobbiamo occuparci di temi scottanti come la tanto paventata mancanza di personale specializzato, lo sviluppo demografico, il lavoro precario in aumento e soprattutto la realizzazione del “buon” lavoro sotto l’aspetto delle politiche migratorie.

Inoltre, possiamo realizzare con esito favorevole gli impegni che ci siamo assunti, soltanto se si riesce a ridurre il baratro sociale nei campi della scolarizzazione, della retribuzione e della carriera. Ossia, fino a quando la partecipazione materiale, politica e sociale viene negata ad una grande fetta della nostra popolazione, la realizzazione del piano nazionale per l’integrazione è possibile solo limitatamente. Sono necessarie una politica della formazione permeabile ed una politica del mercato del lavoro attiva, che consentano di accedere al benessere e al miglioramento.

Il terzo vertice per l’integrazione imminente deve iniziare con una revisione critica e ampliare i punti di vista. Anche i temi tralasciati in precedenza in ambito di partecipazione politica, come il diritto di voto amministrativo per i cittadini dei Paesi terzi, la doppia cittadinanza o l’inasprimento dei regolamenti sui ricongiungimenti familiari vanno messi all’ordine del giorno.

In sintesi: il prossimo vertice è imminente; l’IG Metall vi prenderà parte con proposte valide. Se tutti gli attori mostreranno lo stesso livello d’impegno, si dovrebbe riuscire a compiere un ulteriore passo verso una migliore integrazione!

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